Silent Friend


27/11/2026 - 28/11/2026

Proiezione unica ore 21

Acquista i biglietti


Regia: Ildikó Enyedi
Interpreti: Tony Leung Chiu-wai, Luna Wedler, Enzo Brumm, Léa Seydoux, Sylvester Groth, Yun Huang, Luca Valentini, Felix Burose, Marlene Burow; Sceneggiatura: Ildikó Enyedi
Origine: Germania, Ungheria, Francia
Anno: 2025
Soggetto:
Sceneggiatura:
Fotografia: Gergely Pálos; Musica: Gábor Keresztes, Kristóf Kelemen
Musiche:
Montaggio:
Produzione:
Distribuzione:
Durata: 145


L’anno scorso [2024] la giuria veneziana, presieduta con goffa faziosità dall’americano Alexander Payne, snobbò quasi completamente Silent Friend; esattamente un anno dopo il film scritto e diretto dalla regista ungherese Ildikó Enyedi esce finalmente nelle sale con Movies Inspired, giovedì 3 settembre. Dura 147 minuti, eppure – fidatevi – non si guarda mai l’orologio. Per questo mi auguro che trovi un suo pubblico nutrito e attento, mi verrebbe da dire verdeggiante. L’amico silenzioso del titolo è un maestoso e raro albero, un ginkgo biloba, che si staglia unico nel giardino botanico di un’antica città universitaria tedesca, Marburgo. Ha più di un secolo, sotto i suoi rami sono passate migliaia di persone, ma la regista ne isola tre, in epoche diverse. Nel 2020 un neuroscienziato di Hong Kong, volato in quell’università per illustrare i suoi esperimenti sulle reazioni cerebrali dei neonati, resta bloccato per via del Covid. Murato vivo nell’ateneo, insieme al guardiano tedesco che mal lo sopporta, comincia a confrontarsi via computer con una botanica francese sulla «sensibilità» delle piante. Piazzerà dei sensori sul tronco e nelle radici per provare a catturare le «emozioni» dell’albero. Nel 1908 una brillante studentessa tedesca, la prima ammessa all’università sotto lo sguardo arcigno dei professoroni che vorrebbero solo farla recedere, pratica innocenti riti pagani, eccelle negli esami e per pagarsi da vivere diventa apprendista di un vecchio fotografo. La scoperta della fotografia, fuori dall’uso ritrattistico in voga, la proietta in una dimensione nuova, nella quale far convivere osservazione della natura e scienza botanica. Nel 1972, durante sit-in e proteste universitarie, una studentessa fricchettona, assai corteggiata da un coetaneo timido e inventivo, subisce un profondo cambiamento spirituale dedicandosi, grazie ad una macchina di sua invenzione, allo studio premuroso di un geranio. Sul piano cinematografico Enyedi sceglie tre formati fotografici: il digitale per il 2020, il 35mm in bianco e nero per il 1908, il 16 mm un po’ sgranato per il 1972. Ma il cuore emotivo del suo film sta altrove, nella domanda che la regista formula così: «Siamo in grado di riconoscere e accettare umilmente i nostri specifici limiti percettivi?». In altre parole si raccontano i toccanti e imperfetti tentativi di stabilire un legame con le piante, di accettare che per gli alberi il misterioso «altro» siamo noi. Non vedo scivolate new age in questo film complesso, morbido e insinuante, che intreccia i tre episodi distanti nel tempo e disegna sullo schermo onde luminose e sonore, velocizzando lo sviluppo dei germogli dopo una specie di inseminazione (l’albero è «femmina»). Bisogna vederlo per capire, le parole non rendono l’idea. Inutile dire che tutti gli interpreti sono intonati al clima: Tony Leung Chiu-Wai, Luna Wedler (destinataria del Premio Mastroianni), Marlene Burow, Enzo Brumm e Léa Seydoux, sempre luminosa, in partecipazione speciale.
Michele Anselmi, cinemonitor.it

Con il film Silent Friend, la regista ungherese Ildikó Enyedi offre un’opera che attraversa epoche diverse, osservate dal punto di vista di un testimone immobile e silenzioso: un antico albero di Ginkgo biloba situato all’interno di un orto botanico in una cittadina universitaria tedesca. L’albero, capace di vivere fino a mille anni, fa da perno a tre storie ambientate rispettivamente nel 1908, nel 1972 e nel 2020, tutte legate tra loro da una sottile rete di corrispondenze e interrogativi condivisi.
[…] Girato in tre formati distinti per rappresentare le tre epoche (35mm per il 1908, 16mm per il 1972 e digitale per il 2020), il film Silent Friend è costruito con una cura formale che riflette la stratificazione temporale e l’idea di una memoria naturale non umana. Il montaggio di Károly Szalai e la colonna sonora originale di Gábor Keresztes e Kristóf Kelemen hanno il compito di creare un’esperienza narrativa sospesa, in cui il tempo si muove in cerchi anziché in linea retta.
Silent Friend è un film che propone una riflessione sul nostro posto nel tempo e nella natura, osservando come generazioni diverse abbiano cercato di entrare in relazione con il mondo vegetale, la conoscenza scientifica e i propri limiti interiori. L’albero, silenzioso e presente, diventa simbolo di una memoria che ci supera e ci contiene.
Filmtv.it