C’était mieux demain
20/11/2026 - 21/11/2026
Proiezione unica ore 21
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Regia: Vinciane Millereau
Interpreti: Elsa Zylberstein, Didier Bourdon, Romain Cottard, Céline Fuhrer, François Perache
Origine: Francia, Belgio
Anno: 2025
Soggetto:
Sceneggiatura: Julien Lambroschini, Vinciane Millereau
Fotografia: Philippe Guilbert
Musiche: Romain Trouillet
Montaggio: Nassim Gordji Tehrani
Produzione:
Distribuzione:
Durata: 103
Un po’ Ritorno al futuro e un po’ Barbie, Era meglio domani ha la sua chiave nel titolo italiano, che traduce C’était mieux demain ovvero Domani sarebbe stato meglio. A prima vista parrebbe un controsenso, cioè declinare il futuro al passato, ma la commedia di costume è lo spazio ideale per un viaggio nel tempo. L’opera prima dell’attrice Vinciane Millereau guarda ai meccanismi fantastici del cinema americano per raccontare lo strano caso di una famiglia francese degli anni Cinquanta che si ritrova nel 2025. È una rivoluzione: assorbiti gli shock tecnologici e sociali, lui scopre che gli uomini stanno perdendo tutti i vecchi privilegi patriarcali e lei approfitta delle conquiste femministe soprattutto sul piano professionale. E la crisi coniugale è in agguato. Scritta dalla regista con il compagno Julien Lambroschini, Era meglio domani parte come una pochade leggera, con il bozzetto che prende in giro la classe media conservatrice con gli uomini che parlano d’affari (dall’utilizzo dell’amianto ai brevetti dei ciucci al radio) e le signore perbene che si lamentano dell’invasione dei volgari prodotti americani (la gomma da masticare il jukebox, l’hula hoop) e delle ragazze che imitano «quella sgualdrina di Brigitte Bardot». L’ironia è lo strumento per scardinare usi e costumi di una borghesia compiaciuta di sé, ceto cruciale in quel 1958, anno in cui la Francia visse una grave crisi legata alla guerra d’Algeria (c’è anche una gag sull’indipendenza del paese africano) e all’avvento della Quinta Repubblica con De Gaulle. Bonario e popolare, leggero e tradizionale, Era meglio domani gioca con la fantascienza, dove lo spostamento dei corpi avviene tramite un elettrodomestico, coinvolge il tempo senza toccare lo spazio (la casa resta la stessa, cambiano arredi, accessori, comfort), ma mantiene il focus sulla dimensione socioculturale: al centro ci sono l’evoluzione dei rapporti tra uomini e donne, soprattutto per quanto riguarda l’autonomia femminile e i cambiamenti nel mondo del lavoro, e delle relazioni tra genitori e figli, improntate su schemi meno rigidi e istituzionali. Il tema non è tanto il viaggio del tempo – con tutti i contraccolpi ucronici – ma la tenuta del matrimonio, con il marito autoritario (un ruolo tagliato su misura per Didier Bourdon) che deve fare i conti con l’indipendenza della moglie (Elsa Zylberstein, mattatrice).
Lorenzo Ciofani, cinematografo.it
[…] Era meglio domani è la commedia francese campione d’incassi diretta da Vinciane Millereau e da lei scritta insieme a Julien Lambroschini, sceneggiatore di fiducia di Gilles Lellouche e Mélanie Laurent, che come Millereau e Lambroschini sono attori passati dietro la cinepresa.
La Francia del 1958 ricorda quella di Il piccolo Nicolas e i suoi genitori, ma qui l’invasione americana avanza a colpi di hula hoop e il focus della narrazione è il divario di genere, destinato a essere se non colmato – una battuta del film basterà a sottolineare come le pari opportunità siano ancora lontane anche nel 2025 – quantomeno revisionato.
È dunque Michel a patire il salto in avanti nel tempo perché si rende conto di aver perso quasi tutti i suoi antichi vantaggi, mentre per Hélène inizia una nuova vita ricca di possibilità di autoaffermazione: finalmente ha una carriera, un conto in banca e una sua carta di credito, può guidare l’automobile e prendere decisioni autonome, così come fa anche la figlia Jeanne. Ed è soprattutto Michel a voler trovare un modo per tornare nel passato, a quel Codice Napoleonico secondo cui «la donna obbedisce al marito». «Alla fine ci prenderanno tutto», dice Michel, dando voce alla paura più grande del «uomo bianco privilegiato» contemporaneo.
La premessa di Era meglio domani ha grandi potenzialità, tanto comiche quanto drammatiche, ma sfrutta solo le prime, e non sempre con la necessaria sagacia, ma la commedia fa sorridere, tanto nella parte iniziale quanto nello sviluppo successivo, in cui il presente viene raccontato come ricco di progressi – dai diritti sociali alle scoperte mediche al calcio femminile – ma non privo di lati negativi, come la dipendenza dei giovani dai device, la birra senza alcol e l’obsolescenza programmata.
La chiave di volta, come è facilmente immaginabile, è la capacità di tutti i personaggi in scena di aprire il cuore e sapersi dimostrare all’altezza delle persone amate, quale che sia l’epoca o il contesto. Ma il giro per arrivare a questa consapevolezza sarà lungo, e dovrà riguardare tutti. Era meglio domani semplifica un po’ troppo a scopo comico quelli che sono temi attuali e rilevanti: ma si lascia guardare volentieri, e immaginiamo già un remake italiano, visto il successo di cassetta oltralpe.
Paola Casella, mymovies.it