Licorice Pizza

06/05/2022 - 07/05/2022

Proiezione unica ore 21

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Regia: Paul Thomas Anderson
Interpreti: Alana Haim , Cooper Hoffman , Sean Penn , Tom Waits , Bradley Cooper , Benny Safdie , Maya Rudolph , Ben Stiller , John C. Reilly , Skyler Gisondo , Christopher Walken
Origine: Stati Uniti
Anno: 2021
Soggetto:
Sceneggiatura: Paul Thomas Anderson
Fotografia: Paul Thomas Anderson, Bommi Baumann
Musiche: Jonny Greenwood
Montaggio: Andy Jurgensen
Produzione: Bron Studios
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 133

È una storia d’amore e di velocità. Le velocità così diverse, ma alla fine magicamente sincrone, di Alana e Gary, 25 anni lei, 15 lui (sì, avete letto bene). È un film ambientato nella San Fernando Valley del 1973, accanto a Hollywood. Anche se usa il cinema come tutte le mitologie dell’epoca: non per citare, riassemblare e pantografare, come farebbe un qualsiasi Tarantino, ma per creare un mondo sempre al limite dell’assurdo e insieme perfettamente logico, con una libertà di tono e una profondità emotiva che sono un regalo. È, infine, un film di Paul Thomas Anderson, lo spericolato regista di The Master e Il filo nascosto ma anche di Boogie Nights e Vizio di forma, altri due titoli ambientati nella California anni Settanta. Che qui si sbarazza di ogni elemento ingombrante (il tema, il genere, la Storia, anche se i riferimenti all’epoca sono numerosi e puntuali) per librarsi nello spazio rarefatto e inesorabile dell’interiorità. Un’interiorità evocata con i mezzi del grande cinema: primi piani vasti come paesaggi ma attenti alla minima increspatura, accelerazioni e rallentamenti improvvisi, digressioni che sembrano portare i due protagonisti chissà dove solo per spingerli più in fondo. A se stessi e al loro incontro.
Alana e Gary, dunque (gli esordienti Alana Haim e Cooper Hoffman, figlio del rimpianto Philip Seymour Hoffman, corpi e volti non conformi, che meraviglia). Lei ancora inchiodata nella sua soffocante famiglia di ebrei osservanti. Lui adolescente coi brufoli ma anche baby attore, americanissimo campione di intraprendenza e faccia tosta, uno che un giorno recita in tv, un altro vende materassi ad acqua, e intanto ci prova con tutte anche se pensa solo a Alana. Due così non dovrebbero nemmeno incontrarsi, figuriamoci innamorarsi. Invece tra una scaramuccia e una vendetta, una telefonata muta ma eloquentissima (scena sublime) e un incontro con un divo fanfarone (cameos di Sean Penn e Tom Waits), Alana e Gary non fanno che perdersi e ritrovarsi, cercarsi e salvarsi, talvolta letteralmente. In un susseguirsi di fughe, provocazioni, allusioni d’epoca, che fondono la virulenza selvaggia di quegli anni pre-crisi (l’embargo petrolifero arriva a metà film) all’energia senza età dell’adolescenza. Avevamo un po’ perso di vista il grande cinema americano. Licorice Pizza ci ricorda di cosa è capace.
Fabio Ferzetti, L’Espresso

Attenzione. Attenzione. Siamo in zona rossa: se non vi piace Licorice Pizza, è il cinema che proprio non vi piace. L’ultimo film di Paul Thomas Anderson – già molto ammirato e amato per Magnolia (come fa piovere lui le rane dal cielo, nessuno mai), per Il petroliere, per Boogie Nights e per Ubriaco d’amore – è un incanto. Un incanto e basta, tutto da godere. Se mai vi scappasse la frase “piccolo film” so – no previste grandi punizioni. Un ragazzino irresistibile (il figlio di Philip Seymour Hoffman) incontra una ragazza più grande di lui – era l’assistente del fotografo arrivato per l’album scolastico, nei favolosi anni 70 losangelini. Licorice pizza sono i vinili, insegna di un negozio vero o inventato. Le tre sorelle Haim suonano la loro musica, si vedono tutte nel film, e ha una parte anche il padre rabbino. Il ragazzino intraprendente dice alla fanciulla dei suoi sogni “io ti sposerò”. Lei lo guarda come una ventenne può guardare un quindicenne (già con una piccola carriera d’attore) e lo invita a una cena di famiglia con sorpresa. Ci vuol altro per rompere un’amicizia, anche quando i ruoli da teenager cominciano a scarseggiare, e il giovanottino mette su una ditta che vende materassi ai divi di Hollywood (o a quel che ne resta), Sean Penn e Bradley Cooper sono due magnifiche incarnazioni della follia che stava intorno al cinema. Il mondo dove il regista Paul Thomas Anderson è cresciuto, divertendosi e prendendo gusto al cinema.
Mariarosa Mancuso, Il Foglio