La corazzata Potëmkin

Bronenosec Potëmkin

15/12/2017 - 16/12/2017

Proiezione unica ore 21
Ingresso gratuito (riservato ai Soci)

Regia: Sergej M. Ejzenštejn
Interpreti: Aleksandr Antonov - Vakulinchuk, Vladimir Barskij - Comandante Golikov, Grigorij Aleksandrov - Primo ufficiale Giliarovskij, Andrej Fajt - Recluta, Ivan Bobrov - Capitano Golikov, Michail Gomarov - Marinaio, Aleksandr Levsin - Guardiamarina, Marusov - Ufficiale, Levchenko Repnikova - Donna sulla scalinata
Origine: URSS
Anno: 1925
Soggetto: Nina Agadzhanova Sutko
Sceneggiatura: Nina Agadzhanova Sutko, Sergej M. Ejzenstejn
Fotografia: Eduard Tissé
Musiche: Edmund Meisel
Montaggio: Sergej M. Ejzenstejn, Grigorij Aleksandrov
Produzione: Goskino
Distribuzione: Cineteca di Bologna (2017)
Durata: 68

Giugno 1905. Tra l’equipaggio della corazzata russa Potëmkin regna un vivo malcontento a causa delle vessazioni cui sono sottoposti i marinai. Il malcontento si trasforma in ammutinamento, allorché il comandante ed il medico dell’unità rifiutano di accogliere le giuste proteste dei marinai per il rancio ricavato da cibi immangiabili. La corazzata raggiunge quindi il porto di Odessa, dove il gesto compiuto dai marinai si diffonde rapidamente tra la popolazione, provocando manifestazioni di plauso e di incoraggiamento. Ma l’intervento delle guardie imperiali reprime nel sangue l’entusiasmo della popolazione. Nel frattempo un’intera squadra navale della marina russa naviga verso la città sul Mar Nero per ricondurre all’ordine gli ammutinati del Potëmkin. Quando lo scontro sembra irreparabile, e la fine della corazzata prossima, gli equipaggi delle navi inseguitrici rifiutano di aprire il fuoco e la Potëmkin è salva.
Cinematografo.it

Nella primavera del 1925 il giovane Sergej Ejzenštejn, che aveva appena esordito alla regia con Sciopero!, si vide affidare la direzione di un film che doveva celebrare il ventesimo anniversario della Rivoluzione russa del 1905. Il film, intitolato Bronenosec Potëmkin, fu girato e montato in quattro mesi. Pur limitandosi formalmente all’episodio del 1905 – la rivolta dei marinai di una nave militare alla fonda nel Mar Nero – il film rifletteva i temi fondamentali della Rivoluzione: la crudeltà del regime autocratico e la tensione sociale verso la libertà. La prima si tenne il 21 dicembre al teatro Bol’šoj, in occasione delle celebrazioni per il giubileo.
Nonostante l’accoglienza trionfale, la commissione per la cinematografia decise inizialmente di proiettare il Potëmkin solo nei circoli dei lavoratori, a conclusione di conferenze e riunioni: non si pensava infatti che il pubblico cinematografico sarebbe stato attratto da un film senza star e privo del consueto intreccio amoroso o avventuroso. La leggenda narra che il poeta futurista Vladimir Majakovskij minacciò di picchiare i responsabili con il suo pesante bastone se il film non avesse avuto una distribuzione di massa. I primi giorni di proiezione nelle sale dimostrarono che senza eroi individuali e senza una storia di intrighi il film sapeva competere efficacemente con il maggiore successo commerciale di Hollywood di quell’anno, Robin Hood con Douglas Fairbanks.
Nella primavera del 1925 la censura tedesca tentò di impedire l’uscita in sala del Potëmkin temendo che un film sulla Rivoluzione del 1905 in Russia potesse suscitare sentimenti rivoluzionari in Germania con la sua forza emotiva. I deputati socialdemocratici del Reichstag vinsero la causa contro la censura dimostrando che il film non risultava in alcun modo sovversivo. Anzi, esso si fondava non solo sullo slogan democratico lotta al dispotismo e all’ineguaglianza sociale, ma anche sull’appello umanistico a cessare la violenza reciproca. Ciò nonostante il film dovette subire i tagli della censura, e in alcune zone della Germania fu proibita la magnifica colonna sonora appositamente composta da Edmund Meisel.
In gran parte dell’Europa, dell’Asia e dell’America meridionale i censori non si mostrarono meno miopi e timorosi dei colleghi tedeschi, tanto che Bronenosec Potëmkin fu a lungo interdetto.
Solo dopo la Seconda guerra mondiale tornò a circolare: con colonna sonora nei cinema, muto nelle cineteche e ai festival. All’esposizione di Bruxelles del 1958 figurava in testa alla classifica dei dodici migliori film di tutti i tempi, e da allora è considerato un capolavoro indiscusso d’importanza mondiale.
Naum Klejman, cinematografo.it


Film restaurato in 35mm nel 2005 da Deutsche Kinemathek con il sostegno di Bundesarchiv-Filmarchiv, BFI – National Archive e Russian State Archive of Literature and Arts (RGALI). Per la versione restaurata la musica originale composta da Edmund Meisel per la prima tedesca del 1926 è stata restaurata da Helmut Imig con l’aiuto di Lothar Prox.



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