Il professore cambia scuola

Les grands esprits

15/03/2019 - 16/03/2019

Proiezione unica ore 21

Regia: Olivier Ayache-Vidal
Interpreti: Denis Podalydès - François Foucault, Abdoulaye Diallo - Seydou, Tabono Tandia - Maya, Pauline Huruguen - Chloé, Alexis Moncorge - Gaspard, Emmanuel Barrouyer - Il Preside, Zineb Triki - Agathe, Léa Drucker - Caroline, François Petit-Perrin - Rémi, Marie Rémond - Camille, Charles Templon - Sébastien, Mona Magdy Fahim - Rim
Origine: Francia
Anno: 2017
Soggetto: Ludovic du Clary
Sceneggiatura: Olivier Ayache-Vidal
Fotografia: David Cailley
Musiche: Florian Cornet, Gadou Naudin
Montaggio: Alexis Mallard
Produzione: France 3 Cinéma
Distribuzione: PFA Films
Durata: 106

La scuola sono io. Comodo e gratificante insegnare lettere in uno dei licei più prestigiosi di Parigi. Tutti ti rispettano, colleghi e allievi, senza battere ciglio. E con i tramortiti studenti ci si può anche permettere di dare giudizi pesanti, sarcastici sul loro scarso ingegno e sul loro ancor più ridotto impegno. Tanto, sono delle vere e proprie amebe… Poi, però, l’orgogliosissimo prof pecca di ingenuità. Si fa scappare un giudizio sferzante sulle scuole della famigerata banlieue, sostenendo che la colpa dei disastro è proprio degli insegnanti, troppo giovani e impreparati. Ovviamente, tutto cambierebbe se in prima linea fossero mandate persone come lui, esperte e inflessibili. Detto, fatto: una solerte funzionaria del ministero lo sente, ritiene l’idea geniale e gli propone di passare, immantinente, dalle parole ai fatti. Come rifiutare senza perdere la faccia?
Bello spunto narrativo, situazione ribaltata, materiale abbondante per una commedia capace di confrontarsi con le problematiche reali. Élite contro popolo, centro versus periferia, intellettuali con la puzza al naso e gente che si confronta ogni giorno con il male di vivere. Ora, caro professore, non hai più lo scudo protettivo delle tue belle parole, pronunciate là dove non si corre alcun rischio. Ora hai ragazzi e ragazze che hanno come prospettiva più probabile nella vita di diventare piccoli delinquenti e finire dietro le sbarre. E davvero il corpo insegnante è impreparato ad affrontare una sfida così improba. Bisogna cambiare, ma cambiare davvero. I metodi delle lezioni, certo, ma anche e soprattutto l’approccio umano. Aprirsi, scendere dal piedistallo, vedere il positivo che può nascondersi dietro gli atteggiamenti più respingenti. Può davvero valerne la pena, per i ragazzi e pure per i prof.
Luigi Paini, Il Sole 24 Ore

Il meccanismo narrativo è stato visto più volte: un professore, che viene da un liceo prestigioso del centro di Parigi, si ritrova nella turbolenta classe di una scuola superiore della banlieue, dove sono quasi tutti extracomunitari. Il primo impatto è negativo: i suoi modi rigidi e per nulla empatici inaspriscono il disinteresse e la contrapposizione da parte dei ragazzi. Poi, grazie a un colloquio con la sorella, prova a cambiare punto di vista, e comincia a far leva sui loro interessi, a premiare i loro sforzi, ad avere fiducia nelle loro capacità. In particolare prende a cuore la sorte di Seydou, lo studente più oppositivo e svogliato, con una difficile situazione familiare ma dall’intelligenza brillante. Alla fine dell’anno non solo i risultati lo premiano, causando non poche ostilità da parte del resto del corpo docente, ma anche il professore si ritroverà cambiato e più aperto alla vita.
Lascia il sorriso nel cuore il finale, lieve e commovente. E fa capire come davvero gli insegnanti illuminati, e ce ne sono anche nella realtà, possano fare la differenza. Il film è stato girato all’interno di un vero liceo, usando come attori i ragazzi stessi. Su tutti spicca per l’efficacia e la naturalezza dell’interpretazione Abdoulaye Diallo nella parte di Seydou. Molto convincente l’interpretazione del protagonista Denis Podalydès, attore teatrale della Comédie française ma che vanta anche una sterminata filmografia.
Fulvia Degl’Innocenti, Famiglia Cristiana