Glory – Non c’è tempo per gli onesti

Slava

27/10/2017 - 28/10/2017

Proiezione unica ore 21

Regia: Kristina Grozeva, Petar Valchanov
Interpreti: Stefan Denolyubov - Tzanko Petrov, Margita Gosheva - Julia Staikova, Kitodar Todorov - Valeri, Milko Lazarov - Kiril Kolev, Ivan Savov - Ministro Kanchev, Hristofor Nedkov - Facchino, Mira Iskarova - Galya, Ana Bratoeva - Ani, Stanislav Ganchev - Misho, Tanya Shahova - Pepa, Deyan Statulov - Ivan, Decho Taralezhkov - Krasi
Origine: Bulgaria/Grecia
Anno: 2016
Soggetto:
Sceneggiatura: Kristina Grozeva, Petar Valchanov, Decho Taralezhkov
Fotografia: Krum Rodriguez
Musiche:
Montaggio:
Produzione: Abraxas Film, Graal Films, Screening Emotions
Distribuzione: I Wonder
Durata: 101

Addetto balbuziente al controllo dei binari trova ingente somma di denaro sparsa sui cavi di rame della sua ferrovia. Decide di restituire tutti i soldi (o quasi: trattiene solo 150 euro). La responsabile delle pubbliche relazioni del Ministero dei Trasporti ne vuole fare un eroe da propaganda (capita a fagiolo: bisogna insabbiare scandali e corruzione) ma senza concentrarsi troppo: d’altronde quell’individuo è un poveraccio che tartaglia. Che problemi potrebbe mai creare? La proposta bulgara agli Oscar per Miglior Film Straniero è una magistrale discesa all’inferno o conto alla rovescia prima che la pentola a pressione esploda. Ci viene mostrata una società spietata e immorale con uno Stato kafkiano capace di metterti in attesa per ore al telefono mentre Steve Wonder canta giulivo: «I Just Called You To Say I Love You». Era dai tempi del Bruce Willis di Pulp Fiction che non vedevamo un personaggio così affezionato al proprio orologio. Grande film. Speciali i protagonisti Stefan Denolyubov e Margita Gosheva.
Francesco Alò, Il Messaggero

Sappiamo poco o niente della produzione bulgara attuale, ma a giudicare da Glory – Non c’è tempo per gli onesti verrebbe da pensare che a Sofia si fa un cinema di livello. Ben recitato, solidamente scritto, il film della coppia Kristina Grozeva/Petar Valchanov, anche sceneggiatori, disegna il quadro tragicomico di un paese postcomunista dove le manovre di potere di un élite in carriera desiderosa di conformarsi a un modello capitalistico occidentale contrastano con la miseria economica e spirituale di una società svuotata dei valori del passato in cambio di niente.
In questo contesto il racconto dell’operaio delle ferrovie povero ma onesto che, trovata una borsa piena di soldi sui binari, la consegna all’autorità, assume un sapore di commedia nera. Per sfruttare la cosa a fini elettorali, la grintosa pr del Ministero dei Trasporti fa dell’uomo l’eroe del giorno, ma la ricompensa di un nuovo (scadente) orologio in sostituzione del vecchio regalatogli dal padre innesta una trafila per riaverlo, da cui emerge in filigrana con graffiante precisione il kafkiano presente della Bulgaria, e volendo di noi tutti.
Alessandra Levantesi Kezich, La Stampa