Blinded by the Light – Travolto dalla musica

01/11/2019 - 02/11/2019

Proiezione unica ore 21

Regia: Gurinder Chadha
Interpreti: Viveik Kalra - Javed, Kulvinder Ghir - Malik, Meera Ganatra - Noor, Aaron Phagura - Roops, Hayley Atwell - Ms Clay, Rob Brydon - Padre di Matt, Dean-Charles Chapman - Matt, Nell Williams
Origine: Gran Bretagna
Anno: 2019
Soggetto: Sarfraz Manzoor - (libro)
Sceneggiatura: Paul Mayeda Berges, Gurinder Chadha, Sarfraz Manzoor
Fotografia: Ben Smithard
Musiche: A.R. Rahman - (colonna sonora originale)
Montaggio: Justin Krish
Produzione: Bend It Films
Distribuzione: Warner Bros. Pictures
Durata: 114

Tratto dalle memorie del giornalista del The Guardian Sarfraz Manzoor (Greetings from Bury Park, in cui racconta la sua ossessione adolescenziale per Bruce Springsteen), Blinded by the light – Travolto dalla musica è ambientato a Luton, Inghilterra, nel 1987. Qui vive Javed, adolescente britannico di discendenza pakistana, nel mezzo dei tumulti razziali ed economici dell’epoca. Il giovane protagonista scrive quindi poesie come mezzo per sfuggire all’intolleranza della sua città e all’inflessibilità tradizionalista di suo padre (Kulvinder Ghir). Ma quando un suo compagno di classe gli fa conoscere la musica del “Boss”, Javed scopre una via d’uscita catartica ai suoi sogni repressi, cominciando anche a trovare il coraggio di esprimersi con la sua voce unica, grazie all’aiuto di un’insegnante (Haley Atwell) che crede fortemente in lui.
Presentato con successo all’ultima edizione Sundance Film Festival e vincitore come Miglior film della sezione Generator +13 del Giffoni Film Festival 2019, Blinded by the light è il nuovo film di Gurinder Chadha (Sognando Beckham), anche alla sceneggiatura con la collaborazione dello stesso giornalista Manzoor e Paul Mayeda Berges. A due anni di distanza da Il palazzo del Viceré, la regista britannica di origine indiane torna con un film decisamente più colorato e tradizionale, più votato all’intrattenimento, almeno nella forma. Pur non essendolo propriamente, Blinded by the light viaggia infatti in bilico sui confini del musical, presentandosi come una piacevole via di mezzo tra Sing Street, per l’ambientazione britannica e d’epoca oltre che per la funzione della musica come fuga dagli schemi, e Across the Universe, per l’omaggio sentito ad unico repertorio musicale, qui quello di Springsteen (che ha dato a Chadha la sua benedizione sin dall’inizio della creazione del film), che naturalmente regge, impreziosisce ed eleva ogni scena in cui è chiamato in causa. Presente tra i brani della colonna sonora, per esempio, anche I’ll stand by you always che il “Boss” aveva scritto per Harry Potter e la pietra filosofale 18 anni fa, non più inserita nel film perché l’autrice J.K. Rowling aveva richiesto nei suoi accordi con la produzione che non venissero utilizzate delle canzoni originali a scopo commerciale.
Se dal punto di vista dei contenuti Blinded by the light non brilla per originalità nel suo toccare comunque diversi temi universali nonché attuali, dal conflitto padre/figlio, l’incidenza potenziale e straordinaria della musica nella vita di un individuo, fino a quello dell’integrazione (caro a Chadha già nel suo film più celebre), dove il lavoro della regista britannica acquisisce però maggior valore è nel suo mettere al centro della storia soprattutto i testi di Springsteen. Chadha mostra le parole sullo schermo, che illuminano Javed ma, di riflesso, anche lo stesso spettatore. Javed d’altronde vuole fare lo scrittore, la sua voce è scritta, non parlata (o cantata) e così facendo, come il Premio nobel a Bob Dylan insegna, viene messo nuovamente in risalto il rapporto tra musica e letteratura. Nell’omaggio all’artista statunitense, non mancano poi risvolti di meta-cinema, con Javed che chiede continuamente agli altri se i suoi componimenti sul “boss” rischino di sembrare troppo “adulatori”. La risposta sintetica quanto funzionale dell’insegnante/Hayley Atwell, però, è un secco: “sei tu“. Quell’“io” riflette l’altro tema centrale della pellicola, la lotta per l’individualità, o almeno fino all’ultimo atto in cui la regista finirà col scegliere un’altra strada, in una conclusione sì emozionante, ma magari eccessivamente retorica e rassicurante.
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Per chi non si rassegna alla conclusione delle ferie estive, andare al cinema a vedere Blinded by the light potrebbe essere un piccolo toccasana.
Benché non appaia un’opera molto originale, il film di Gurinder Chadha, già regista di Sognando Beckham (che rivelò Keira Knightley), contiene infatti una spensieratezza e un’energia in grado di regalare buonumore e di incoraggiare al superamento delle difficoltà.
La regista, nata in Kenia da genitori indiani trasferitisi in Inghilterra quando lei aveva appena due anni, sa bene cosa significhi sentirsi un ibrido tra due culture.
Blinded by the light racconta di anni di recessione economica e di disoccupazione, mostra il divario tra immigrati di prima e seconda generazione, esplora i comuni problemi di qualsiasi adolescenza e indaga il potere della musica. La prima parte è costellata di frammenti di testi che turbinano in sovrimpressione attorno al protagonista, coglie il tipico entusiasmo del fan e la sensazione di fuga da fermo regalata dal proprio cantante preferito, mentre nella seconda i toni si fanno più seri, c’è spazio per riflessioni esistenziali molto più consapevoli e questo, anche se aggiunge senz’altro significato e spessore al film, ne dissipa in parte la piacevole freschezza.
Il Giornale