Paulette

29/11/2013 – 30/11/2013

Proiezione unica ore 21

Titolo
originale
Regia
Interpreti

Origine, Anno , Soggetto
Fotografia Sceneggiatura
Scenografia Musica
Montaggio Produzione
Distribuzione Durata

Spacciare droga a ottant’anni? È raro ma succede. Lo dimostra a Parigi una vedova, Paulette, cui la modestissima pensione non basta per tirare avanti. Nel quartiere di periferia in cui abita si accorge però che ci sono strani movimenti attorno a una banda di ragazzacci dediti spesso a manovre oscure nei confronti dei passanti e non tarda a scoprire che si tratta di spacciatori di cannabis in grande stile e con proventi ingentissimi. Se ci provasse anche lei? Detto, fatto. Paulette prende contatto con la banda e, data la sua età e la sua aria insospettabile di borghese seria, viene fatta entrare presto nel giro, con ottime percentuali. Via di questo passo, anche se la situazione è complicata dal carattere di lei, aggressivo, bisbetico e perfino razzista nonostante sua figlia abbia sposato un ragazzo di colore, per di più poliziotto. Seguono disavventure di ogni tipo cui la stessa Paulette pensa a un certo punto di rimediare tornando, grazie ai suoi recenti guadagni, al suo vecchio mestiere di pasticciera, sostituendo alla droga paste e meringhe. Finendo in bellezza e in gloria non prima, però, di aver sventato ancora trappole e rischi non certo facili da superare…
Una commedia, è chiaro. Ce la racconta, scrivendola e dirigendola con garbo, Jérôme Enrico, figlio di quel Robert Enrico di cui si ricorderà almeno quel film, I tre avventurieri, che aveva al centro, dediti a una caccia al tesoro, Alain Delon e Lino Ventura. Qui, al loro posto, c’è una veterana del cinema francese, quella Bernadette Lafont incontrata per anni in film di Chabrol, di Rivette, di Miller, di Malle e di Truffaut. È lei che, dal principio alla fine, regge il gioco. Prima decisamente antipatica per quel suo razzismo che la induce a maltrattare persino il nipotino perché “nero” e che, mentre si confessa con un prete egualmente di colore, per manifestargli la sua stima le fa dire che “meriterebbe di essere bianco”. Poi, svelta, furba e molto intraprendente mentre spaccia cannabis e haschisch in strada e in metropolitana, sfuggendo sempre, dati i suoi modi irreprensibili, a qualsiasi controllo. In seguito, pronta a tutto, anche quando deve affrontare varie complicazioni che, mentre le risolve, le faranno mutare molti atteggiamenti, affettuosa adesso, come una nonna delle più normali, con il nipotino “nero” e nuovamente legata a un gruppetto di coetanee, sue amiche da sempre, che nel corso di tutti quegli eventi non aveva esitato a trattar male.
Tutto spigliato e fresco, ora con tensioni e ansie fra un incidente e l’altro, ora scopertamente spensierato e divertente.
Da accogliere con simpatia.
(Gian Luigi Rondi – Il Tempo)

Mica scema la nonnetta Bernadette Lafont: non arriva al 15 del mese, razzista maltratta il nipotino e si mette nello spaccio di marijuana corretta con alta pasticceria. Ottica del “carino” e finale pieno di abbracci. Il regista Enrico è più Molinaro che Loach ma la commistione diverte e alla satira della terza età siede anche Carmen Maura.
(Maurizio Porro – Il Corriere della Sera)

Titolo originale:
Paulette
IMDB:
Regia:
Jérôme Enrico
Cast:
Bernadette Lafont
Sceneggiatura:
Cyril Rambour
Laurie Aubanel
Bianca Olsen
Jérôme Enrico
Durata:
87
Fotografia:
Bruno Privat
Musiche:
Michel Ochowiak
Origine:
Francia
Produzione:
Légende Films
Gaumont
France 2 Cinéma
Canal +
Distribuzione:
Moviemax

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