La ragazza del dipinto

17/10/2014 – 19/10/2014

Proiezione unica ore 21 anche domenica sera

Titolo
originale
Regia
Interpreti

Origine, Anno , Soggetto
Fotografia Sceneggiatura
Scenografia Musica
Montaggio Produzione
Distribuzione Durata

Un dipinto del 1779 ritrae una ragazza bianca e una nera. Quest’ultima è Dido, nobildonna mulatta che ai tempi della schiavitù riesce a reclamare un’inedita posizione tra i privilegi del rango e la diversità della sua condizione.

Tratto da una storia vera, La ragazza del dipintoBelle in originale – racconta una pagina storica poco nota e davvero affascinante, quella di Dido Elizabeth Belle Lindsay, figlia mulatta di un ammiraglio della marina britannica e di una schiava. Dopo la morte della madre della bambina, l’ufficiale riconosce legalmente la figlia e la affida alle cure dello zio, il Conte di Mansfield, giudice supremo della corte britannica.

Dido cresce come una ragazza aristocratica con la cugina Elizabeth, ma dovrà confrontarsi con le discriminazioni inevitabili a causa del colore della sua pelle.

Nell’anno della consacrazione di 12 anni schiavo, il tema della schiavitù viene declinato in maniera sofisticata nella pellicola diretta da Amma Asante, senza cedere alla retorica dietro l’angolo. Se infatti non mancano elementi del repertorio austeniano come matrimoni combinati, gentiluomini dalla cospicua rendita e nobildonne in cerca di marito, il contesto sociale si arricchisce di temi drammatici e toccanti.

La posizione della giovane Dido è ambigua: non può cenare con la famiglia, ma il suo rango è troppo elevato per la servitù; è altamente istruita, suscita curiosità e disprezzo, eppure diventa oggetto di interesse per via della sua condizione di ereditiera. Una figura di donna complessa, indipendente e moderna, che rivendica la propria libertà e cerca di dare una voce a chi non la possiede con l’aiuto di un giovane avvocato idealista. Al centro della vicenda è il caso della nave negriera Zong, che gettò in mare 142 schiavi incatenati per ottenere l’assicurazione sulle perdite subite. Un caso che spalancò le porte dell’abolizione della schiavitù nel Regno Unito.

La ragazza del dipinto si avvale di uno splendido cast. Gugu Mbatha-Raw è la perfetta protagonista di questo film, affiancata da solidi veterani (Tom Wilkinson, Emily Watson, Penelope Wilton e Miranda Richardson) e da talentuosi coetanei: da Sarah Gadon che interpreta l’ingenua cugina, a Sam Reid, che veste i panni dell’appassionato avvocato John Davinier. L’alchimia tra i due protagonisti è notevole, offrendo non solo la parentesi romantica della vicenda ma ritraendo due anime affini anche sul piano intellettuale. Con le incantevoli scenografie e i meravigliosi costumi, la pellicola di Amma Asante poggia su una ricostruzione storica impeccabile ed è accompagnata dalle straordinarie musiche del premio Oscar Rachel Portman.

Nella sua cornice romantica e avvincente La ragazza del dipinto tocca con profondità il contrasto di classe, il dramma della donna in un tempo in cui poteva solo diventare proprietà di un uomo, nonché nobili ideali rivendicati contro il potere, riuscendo a intrattenere e informare lo spettatore con un ammaliante tocco poetico.

(www.Cinefilos.it)

 

(…) Il conflitto narrativo più rilevante, poi, è in realtà quello dello zio adottivo di Belle Dido, presidente dell’Alta Corte Britannica che ha per le mani una patata bollente: il caso (realmente accaduto e seminale per l’abolizione della schiavitù) di una nave da cargo che si macchia dell’omicidio di svariati schiavi per intascarne l’assicurazione. Lord Mansfield, propenso ad assolvere i mercanti, si trova di fronte a un bivio etico e umano incrementato dall’accusa accorata portata avanti dall’illuminato figlio del vicario John Davinier, di cui peraltro Dido s’innamora, riconoscendo in lui la medesima, fino ad allora repressa, passione e impegno civile. La parabola di Mansfield, oltre a essere generazionale, si fa rappresentativa di una ormai traballante tradizione soppiantata dagli ideali progressisti («Non si può arginare un cambiamento, quando ne si è parte»): e il finale non può che essere lieto – anche perché è, per fortuna, Storia.

La ragazza del dipinto è televisivo nell’impostazione e nell’andamento, ma questo, considerata la qualità della televisione attuale (quantomeno oltralpe), è positivo: l’onesta e delicata pellicola piacerà senza dubbio agli amanti della fiction media e dei film in costume rigorosamente romanzati, con una scintilla di modernità, e in cui l’amore continua ad essere espresso con un timido «venga a passeggiare con me».

(Fare Film.it)

Regia: Amma Asante; Interpreti: Gugu Mbatha-Raw ( Dido Elizabeth Belle), Tom Wilkinson (Lord Mansfield), Emily Watson (Lady Mansfield), Sarah Gadon (Elizabeth), Sam Reid (John Davinier), Penelope Wilton (Lady Mary Murray), Miranda Richardson (Lady Ashford), Tom Felton (James Ashford), Matthew Goode (Capitano Sir John Lindsay), Alex Jennings (Lord Ashford); Origine: Regno Unito; Anno: 2013; Sceneggiatura: Misan Sagay; Fotografia: Ben Smithard; Musica: Rachel Portman; Montaggio: Pia Di Ciaula; Produzione: Damian Jones; Distribuzione: 20th Century Fox; Durata: 105’

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