Antropocene – L’epoca umana

Anthopocene: The Human Epoch

07/02/2020 - 08/02/2020

Proiezione unica ore 21

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Regia: Jennifer Baichwal, Nicholas de Pencier, Edward Burtynsky
Interpreti: Alicia Vikander - (voce narrante)
Origine: Canada
Anno: 2018
Soggetto:
Sceneggiatura:
Fotografia: Edward Burtynsky
Musiche: Rose Bolton, Norah Lorway
Montaggio: Roland Schlimme
Produzione:
Distribuzione: Fondazione Stensen e Valmyn
Durata: 87

Fuoco, Terra, Acqua, Aria. Le cave di marmo di Carrara magnificate da Ancarani, il deserto dell’Atacama perlustrato da Guzmàn, le fiamme, furiose e materiche, che potrebbero appartenere a un «infernale» vulcano di Herzog, e invece si stagliano da altissimi falò avvolgenti cataste di zanne di elefante sequestrate ai bracconieri, in Kenya, sottratte al traffico illegale di avorio. Non con quello stesso segno, così marcato e autoriale, ma piuttosto come in un National Geographic distopico, implacabile nel mettere a nudo lo sfruttamento delle risorse e gli effetti catastrofici della presenza dell’uomo sulla Terra. Antropocene – L’epoca umana, terza collaborazione per il team composto dai pluripremiati Nicholas de Pencier, Edward Burtynsky e Jennifer Baichwal e ultimo capitolo di una trilogia a tema di cui fanno parte i precedenti Manufactured Landscapes (2006) e Watermark (2013), osserva, raccoglie, cataloga scenari inquietanti che attraversano l’intero globo terrestre: dalle pareti di cemento in Cina, che ora coprono il 60% della costa continentale, alle lisergiche miniere di potassio negli Urali russi, dalle fiere di metallo nella città di Norilsk, nella Russia siberiana, uno dei luoghi più inquinati al mondo, fino al desolante spettacolo dello sbiancamento della Grande Barriera Corallina, conseguenza dell’acidificazione delle acque marine. E ancora: discariche e città senza confini, quantità impensabili di plastica, il cambiamento climatico e Venezia che affonda, gli stagni gialli da cui si estrae il litio, essenziale per produrre le batterie dei nostri cellulari e delle auto elettriche (sì, quelle «ecologiche»).
Questo disaster movie «del reale» con l’anima del cinema civile, colleziona esperienze, mai astratte o puramente «visive» nonostante la potenza delle immagini, sempre calate in un contesto ampio, quello del lavoro, motore fondamentale della società, e quello della macchina industriale ed economica che non si arresta e, mentre crea limitata ricchezza al tempo stesso sottrae il futuro all’umanità. Un sistema che va urgentemente ripensato, ma l’assenza di voci politiche (anche nel film) traduce alla perfezione il grado di (dis)interesse sul tema da parte dei potenti, gli unici – purtroppo – in grado di invertire la rotta. Antropocene cattura lo sguardo ma punta alle coscienze. Offre un quadro preciso dei fatti e apre all’opportunità di conoscere, sapere, approfondire e pretendere dalla politica risposte adeguate.
Beatrice Fiorentino, il Manifesto

In viaggio per spiegare i cambiamenti della nuova era. Il film segue la ricerca di un gruppo internazionale di scienziati che, dopo quasi dieci anni di ricerca, sostiene la teoria secondo cui l’epoca dell’Olocene ha lasciato il posto all’ epoca dell’Antropocene a metà del XX secolo in seguito a profondi cambiamenti. I cineasti Jennifer Baichwal, Edward Burtynsky e Nicholas de Pencier hanno attraversato il globo per documentare le prove del dominio dell’uomo sul pianeta. Terzo documentario in una trilogia che include Manufactured Landscapes (2006) e Watermark (2013), Anthropocene – L’epoca umana testimonia un momento critico nella storia geologica dimostrando l’ampiezza e la violenza dell’impatto della nostra specie. Alla bellezza delle immagini girate in 20 paesi e 6 continenti, il documentario aggiunge la necessità di una riflessione sulla grave crisi che il nostro pianeta attraversa.
Alessandra De Luca, Avvenire

Antropocene, ovvero l’era nella quale è imputabile all’uomo, con i suoi interventi, la causa principale delle modifiche territoriali e climatiche del pianeta. Questo bel documentario, diretto da Jennifer Baichwal, Edward Burtynsky e Nicholas de Pencier, racconta, con vari esempi raccolti in tutto il mondo, il prezzo che la Terra deve pagare al cosiddetto progresso. L’uomo ne esce molto male e, da questo punto di vista, il film ha raggiunto il suo scopo divulgativo.
Il giornale